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09 luglio 2026


Assalti ai portavalori, basta tavoli: è ora di fare qualcosa

L'ennesimo assalto a un furgone portavalori, avvenuto il 6 luglio, conferma come gli attacchi ai portavalori siano espressione di una criminalità organizzata sempre più strutturata e brutale.
Ogni assalto, oltre a mettere a repentaglio la vita delle guardie giurate e dei cittadini, colpisce un servizio essenziale per la comunità, dalla distribuzione del contante all'approvvigionamento dei bancomat.

UNIV ribadisce che le imprese del settore operano nel rispetto di rigorosi standard normativi e investono costantemente in mezzi, formazione e procedure di sicurezza. Tuttavia nessuna azienda privata può far fronte ad organizzazioni criminali che pianificano gli assalti con modalità militari.

"Esprimiamo ancora una volta vicinanza ai lavoratori coinvolti", dichiara la presidente di UNIV, Anna Maria Domenici. "Sono stati avviati diversi tavoli di confronto con il Ministero dell'Interno, ma non sono ad oggi emerse risposte concrete e all'altezza della gravità del fenomeno. E' tempo di passare dalle analisi all'azione: servono una più efficace attività di intelligence, una reale capacità di prevenzione sul territorio e un rafforzamento del coordinamento tra sicurezza pubblica e vigilanza privata. Occorre saper anticipare le minacce e dare garanzie di tutela agli operatori e ai cittadini."

In quest'ottica UNIV propone di valutare l'uso di tecnologie innovative, come sistemi di monitoraggio intelligente e piattaforme integrate con sensori e dispositivi a controllo remoto, già utilizzati in altri ambiti della sicurezza pubblica. L'obiettivo è rafforzare la prevenzione, migliorare la gestione delle emergenze e aumentare la protezione degli operatori lungo le tratte più esposte.