Si è svolto il 13 aprile, presso la Camera dei Deputati, l'incontro dal titolo “Il porto come laboratorio di innovazione e rigenerazione”, alla presenza di rappresentanti istituzionali, operatori del settore e stakeholder.
Nel panel dedicato alla sicurezza e alla resilienza delle infrastrutture portuali è intervenuta la Presidente di UNIV Anna Maria Domenici, che ha richiamato l’attenzione sulle criticità normative e operative che incidono sull’efficienza del comparto della sicurezza privata nei porti.
Nel corso del suo intervento, la Presidente ha fatto riferimento al DM 154/2009, che prevede standard formativi particolarmente stringenti per le Guardie Particolari Giurate impiegate nei servizi di sicurezza portuale, evidenziando alcune disfunzioni applicative che stanno penalizzando imprese e lavoratori.
“In molte province – ha illustrato Domenici – è organizzata una sola sessione d’esame all’anno per abilitare le Guardie Giurate ai servizi di sicurezza sussidiaria. Questo genera tempi di attesa lunghi, estreme difficoltà nella pianificazione aziendale e impossibilità di rispondere con tempestività alle esigenze del mercato. Il tutto si traduce in un danno economico per le imprese: se un candidato non supera l’esame (cosa plausibile se il test si tiene 12 mesi dopo il corso!), l’intero investimento in formazione viene vanificato. Nei casi più gravi, si arriva a perdere appalti per carenza di personale qualificato; in altri casi ci si rinuncia. E oltre al danno, la beffa: piovono controlli da parte della Polizia di Frontiera e sanzioni per le imprese”.
Per questo, ha concluso la Presidente, UNIV ritiene urgente una revisione del decreto, affinché l’innovazione tecnologica che sta trasformando i porti sia accompagnata da un adeguamento normativo capace di garantire efficienza, tempestività e sostenibilità per le imprese.