UNIV - unitamente a Confedersicurezza - segnala nuovamente al Ministero dell'Interno e ad Accredia casi di Istituti di Vigilanza che, pur avendo messo in atto tutto quanto richiesto dalle normative, non riescono ad ottenere dalle Prefetture o dagli Ispettorati Territoriali del MIMIT le autorizzazioni o le iniziative necessarie per la conformità ai fini della certificazione di cui al DM n.115 del 2014.
E’ il caso della certificazione delle guardie giurate per i servizi di sicurezza sussidiaria prevista dal DM 154 del 2009: alcuni Istituti hanno formato il personale e richiesto più volte la convocazione della Commissione d’esame, sempre senza successo. Risultato: in sede di audit per la certificazione, l'impresa risultava non conforme al DM, quindi sanzionabile con una Non Conformità. Si rammenta che tale sanzione, se reiterata, potrebbe comportare anche la sospensione del certificato.
Analogo il caso degli Ispettorati territoriali del MIMIT che, pur correttamente allertati dalle Prefetture, non svolgono i dovuti controlli sulla conformità delle apparecchiature di comunicazione degli Istituti. Anche in questo caso l’organismo di certificazione dovrebbe elevare una Non Conformità avverso imprese che non hanno violato, né omesso di applicare, alcuna disposizione.
Come uscire dall'impasse? “Secondo uno spirito interpretativo del DM 115 che tenga conto delle problematiche che risultano indipendenti dalla volontà delle imprese, nell'immediato si potrebbero far rientrare tali anomalie nella voce 'criticità' presente nei rapporti di audit. Questo eviterebbe l’elevazione di una Non Conformità. Occorre però riaprire un dialogo per elaborare correttivi più organici ed evitare che la certificazione della qualità si risolva in un danno per le imprese” - commenta Anna Maria Domenici, Presidente di UNIV.
In allegato la nota ufficiale con i dettagli.