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La quarta edizione dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casa Censis-Verisure (associato UNIV) evidenzia come la percezione del rischio domestico sia significativa anche tra i più giovani. Il 39,4% dei 18-34enni dichiara di avere paura di restare solo in casa di notte, mentre il 22,3% prova lo stesso timore durante il giorno. Quasi uno su due (47,8%) teme di sentirsi male e non ricevere soccorso. La preoccupazione riguarda anche l’abitazione incustodita: il 52,1% dei giovani teme di lasciare la casa vuota, una quota superiore rispetto alle fasce 35-64 anni (45,7%) e over 65 (35,3%).
Il dato purtroppo non sorprende: già nel Rapporto UNIV-Censis “La sicurezza fuori casa” dello scorso anno i giovani erano tra i soggetti che provavano maggiore timore negli spazi pubblici, insieme alle donne e agli abitanti delle grandi città. Secondo l'indagine UNIV-Censis, almeno un giovane su due ha dovuto rinunciare alle uscite serali o ricreative per mancanza di sicurezza. L’analisi di quest'anno conferma il dato e lo riporta anche tra le quattro mura.
Positivo, però, che in entrambe le rilevazioni proprio tra le fasce più giovani emerga la domanda di una maggiore tranquillità urbana e il favore verso presidi di vigilanza e sicurezza. Il dato, che emergeva già nel 2025 per gli ambienti esterni, è confermato anche all'interno della casa. La tecnologia è infatti percepita come un supporto utile: l’86,5% ritiene che i dispositivi di sicurezza contribuiscano al benessere quotidiano, mentre l’81% preferisce soluzioni integrate e personalizzate. Essenziale per la vigilanza privata anche il ruolo della componente umana: il 71,4% dei giovani non si accontenta di un allarme, ma considera importante contare su un servizio con operatori in grado di assistere e intervenire.
“Questi dati ci dicono che la domanda di sicurezza evolve e si amplia, coinvolgendo fasce d’età che fino a pochi anni fa non consideravamo centrali” - dichiara la Presidente di UNIV, Anna Maria Domenici. “Il settore deve saper rispondere con soluzioni integrate, competenze qualificate e modelli di intervento capaci di coniugare tecnologia e presidio umano”.