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13 gennaio 2026


Intervista a CMB CONSULTING, Associata UNIV

Abbiamo intervistato Fabiana Campioni, Direzione operativa di CMB CONSULTING, Associata UNIV.

Partiamo con un breve identikit di CMB Consulting: data di nascita, servizi offerti, target, mission..

CMB Consulting nasce nel 2001 con l'obiettivo di offrire servizi integrati nei settori della sorveglianza antincendio, della consulenza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e della formazione ai sensi del D.Lgs. 81/08. In oltre venticinque anni di attività  abbiamo sviluppato un approccio multidisciplinare che ci ha permesso di diventare partner stabile sia per imprese private sia per Pubbliche Amministrazioni. La nostra missione è supportare le organizzazioni nel costruire ambienti di lavoro sicuri, efficienti e sostenibili, accompagnandole non solo negli adempimenti normativi, ma in un percorso più ampio di prevenzione e miglioramento continuo.
 

Come e perchè siete approdati in UNIV?

Il nostro ingresso in UNIV  Unione Nazionale Imprese di Vigilanza e Servizi di Sicurezza nasce dalla consapevolezza che la vigilanza privata rappresenta oggi un ecosistema in cui safety, security, sorveglianza antincendio e innovazione tecnologica si intrecciano in modo sempre più evidente. Abbiamo riconosciuto in UNIV un luogo di confronto qualificato, capace di valorizzare competenze diverse e di promuovere standard elevati. La nostra adesione è quindi frutto di un duplice obiettivo: mettere a disposizione il nostro know-how tecnico e, parallelamente, contribuire allo sviluppo di standard elevati di qualità  e professionalità .


Dal vostro osservatorio consulenziale e formativo, come valutate il percorso del settore della vigilanza e sicurezza privata italiana degli ultimi vent'anni? Il comparto è davvero ricettivo rispetto ai percorsi formativi?

Negli ultimi venti anni il settore ha compiuto un'evoluzione significativa, in particolare nel segmento della sorveglianza antincendio, che da servizio prevalentemente operativo è diventato un presidio altamente tecnico, strettamente integrato nella gestione delle emergenze e nei sistemi di sicurezza delle organizzazioni. Dal nostro punto di osservazione, che unisce consulenza, formazione e servizi operativi, notiamo una crescente maturità  professionale del comparto e una maggiore consapevolezza dei clienti, sempre più orientati alla qualità  del servizio e alla competenza degli operatori. Sulla formazione, il settore mostra un buon livello di ricettività , soprattutto quando è orientata allo sviluppo di competenze pratiche: gestione delle emergenze, monitoraggio dei presidi, comunicazione in situazioni critiche, integrazione con le altre figure della sicurezza.


Il settore sfrutta adeguatamente gli strumenti della formazione finanziata?

Gli strumenti della formazione finanziata sono utilizzati, ma non ancora in modo omogeneo. Molte imprese del comparto potrebbero trarre grandi vantaggi dai fondi interprofessionali per formare ed aggiornare gli addetti antincendio, soprattutto in vista delle nuove competenze richieste dall'uso di tecnologie di monitoraggio e dai nuovi scenari di rischio (infrastrutture critiche, eventi complessi, strutture sociosanitarie). In italiano, safety e security sono riassunte nel concetto di sicurezza. Al netto del piano lessicale, le due dimensioni si intrecciano sempre più, come pure con la cyber security e la protezione fisica tecnologica.

Che cosa significa per voi il concetto di Sicurezza integrata?

Per noi sicurezza integrata significa proprio superare la distinzione tradizionale tra safety e security, riconoscendo che oggi i rischi sono interconnessi e richiedono risposte coordinate, multidisciplinari e supportate dalla tecnologia. La sorveglianza antincendio è uno dei punti di connessione più evidenti: un presidio che osserva, rileva anomalie, previene situazioni critiche e supporta direttamente la gestione dell'emergenza, dialogando con la vigilanza privata, con i sistemi tecnologici di controllo e con le figure della sicurezza aziendale.


Cosa implica un approccio di sicurezza integrata?

Implica tre elementi chiave. Il primo è un approccio sistemico, ossia processi di prevenzione, protezione e gestione delle emergenze che considerano simultaneamente rischi fisici, organizzativi, tecnologici e comportamentali. Il secondo elemento è l'integrazione delle competenze: RSPP, figure della vigilanza, esperti di cybersecurity, antincendio e gestione delle crisi devono lavorare come un unico ecosistema. Last but not least, la tecnologia deve essere utilizzata come abilitatore, non come fine: i dati devono quindi essere interpretati a supporto di scelte preventive e operative. La sicurezza integrata è quindi un modello che garantisce resilienza organizzativa, continuità  dei servizi e tutela delle persone.


L'antincendio nel 2024 ha trainato il comparto della sicurezza italiana crescendo di oltre 16 punti percentuali. Sono cresciuti in maniera corrispondente anche i servizi antincendio?

Si, negli ultimi anni la richiesta di servizi di presidio antincendio è cresciuta in modo importante, spinta da diversi fattori: normative più stringenti e controlli più strutturati; maggiore attenzione alla sicurezza nei grandi eventi e negli ambienti complessi (ospedali, aeroporti, centri commerciali, infrastrutture critiche); necessità  di personale formato in grado di intervenire con competenza anche in contesti ad alto rischio. Il presidio antincendio non è più in sostanza percepito come un servizio accessorio, ma come una componente strategica del sistema di sicurezza complessivo. La nostra esperienza conferma che le organizzazioni richiedono oggi servizi specialistici h24, con personale addestrato non solo agli aspetti tecnici, ma anche alla gestione delle comunicazioni, del panico, della collaborazione con le autorità  e del coordinamento operativo. La crescita del comparto antincendio non è quindi solo un dato economico: è il segno di una nuova cultura della prevenzione, che mette al centro la tutela delle persone e la continuità operativa delle organizzazioni.