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Il Dossier del Ministero dell’Interno 2026 sulla sicurezza nazionale mostra una tendenza: i reati diminuiscono e cresce la capacità del paese di prevenire, monitorare e proteggere territori e infrastrutture. La riduzione dei delitti più diffusi – dai furti alle rapine, fino alle violenze e alle frodi digitali – è accompagnata da un rafforzamento dei controlli e dall’uso più esteso di tecnologie di sorveglianza. Negli ultimi anni gli investimenti sulla sicurezza urbana sono infatti aumentati in modo significativo. Comuni e amministrazioni hanno potenziato reti di videosorveglianza, interventi di riqualificazione e misure per contenere fenomeni di degrado. Un modello nel quale la vigilanza privata è presenza attiva: presidia aree commerciali, poli logistici, quartieri ad alta frequentazione e contesti urbani complessi.
Le stazioni – tra i luoghi più sensibili e dove la vigilanza privata opera in maniera capillare – registrano un miglioramento netto: più controlli, più interventi mirati e una riduzione dei reati più comuni. "La vigilanza privata – commenta la Presidente di UNIV, Anna Maria Domenici – è una componente strutturale della sicurezza del paese, questa analisi ne è l'ennesima conferma. I privati non sostituiscono le Forze dell’ordine, ma le affiancano con professionalità, tecnologia e presenza quotidiana, contribuendo alla protezione delle comunità e delle infrastrutture che fanno funzionare l'Italia. E’ ora che anche la politica riconosca questo ruolo e sostenga le imprese e i lavoratori del comparto".