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10 novembre 2021


Gdf al posto di guardie giurate: aiuti di Stato

di Luigi Gabriele, Presidente ConFederSicurezza e Servizi

Ma quante cose fa la Guardia di Finanza? Non era ed è già, a mio parere cosa molto opinabile, impegnata addirittura in attività di Ordine pubblico?! Come se i compiti più naturalmente consoni alla natura del Corpo, vedi la Legge di ordinamento del 23 aprile 1959 n. 189, non fossero già ridondanti, considerato poi che non è dato capire perché la GdF debba essere “uno speciale corpo di polizia che dipende direttamente dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, organizzato secondo un assetto militare e faccia “parte integrante delle Forze Armate dello Stato oltre che della Forza Pubblica”: tutto questo ambaradan per svolgere la naturale funzione di intelligence, prevenzione e repressione di reati finanziari…Certo che la Repubblica, schierando cinque Forze armate – Esercito, Marina, Aeronautica Carabinieri e Guardia di Finanza – dà un’immagine di forza davvero di peso!

E sì, perché anche l’Arma è forza armata dello Stato, per chi non lo ricordasse, e da non molto schiera anche i Carabinieri Forestali, grande innovazione della riforma Madia, se non vado errato per difetto senile di memoria! Ma si sa, siamo in Italia, e per questo l’Esercito ha voluto l’aviazione leggera, la Marina gli aerei, l’Aeronautica la VAM, la Finanza i Baschi verdi in piazza e la competenza militare in mare (ma non abbiamo la Capitaneria di Porto?), i Carabinieri la doppia dipendenza da Difesa, in quanto forza armata e dalla Giustizia in quanto organo di polizia giudiziaria…Si veda per esempio illuminante quanto nel tempo è accaduto in tema di proliferazione di servizi di Intelligence interna ed esterna, e si torna al punto di partenza: siamo in Italia e nessuno può essere in qualche modo escluso da quello che, nel campo de quo, fa un altro…

Varrà forse richiamarsi al principio base del mercato: la concorrenza (libera) migliora l’offerta del prodotto all’utenza! Nel caso di specie, il prodotto è la sicurezza …che già dalla fine del secolo scorso (era il 1999 quando ahimè ho fatto conoscenza del comparto Vigilanza privata, scorta e trasporto valori, così come già in qualche modo normata nel 1890) veniva usata per integrare l’apparato pubblico. Poi con la normazione dei primi anni ’30, fino ad arrivare al Decreto Maroni e quant’altro prodotto da penna istituzionale sia stato immesso nel girone infernale della Norma, si è preso atto della necessaria complementarietà, sussidiarietà e quant’altro il nostro fornito e forbito idioma permette di dire delle Guardie Giurate. Una funzione necessaria, anzi indispensabile, per migliorare il livello di sicurezza fruibile dai nostri concittadini e, perché no, dalle Istituzioni!

Obiettivo non secondario, caro Bastiancontrario ti leggo e ti condivido, quello di non distrarre il sistema di sicurezza statuale da obiettivi di peso tale da esigere, pur con la difficoltà di coordinare sei/sette polizie (indimenticabile la misconosciuta nascita delle allora “polizie provinciali”), dagli obiettivi red alert, demandando ad altri il controllo sulle “pericolosità minori” – mi viene di chiamarle così, abbiate pazienza.
Evidentemente, caro Bastiancontrario, non abbiamo le idee chiare in due, tanto meno in termini di gestione delle risorse erariali, argomento che bene invece rilevi come non positivamente affrontato nella vicenda della quale con la solita tempestività ti sei interessato. Ma se paga Pantalone tutto da noi va bene, anzi meglio: è cosa antica e senza apparente rimedio.

A chi importa poi la conseguenza derivante dall’incremento surrettizio di quella ibrida figura di “portiere”, “guardiano non armato”, addetto ad un servizio fiduciario, tra poco abusivo con il bollino di stato e quant’altro dicibile, vista la varietà delle circolanti definizioni della nuova salvifica (per i borderline in particolare, tutti fruitori del Devoto Oli e del noto Dizionario dei sinonimi e dei contrari…con l’avallo della distrazione di Stato) polimorfa figura di operatore ibrido, non modificato però dalla austriaca Obrist, come la stessa ha fatto con il kit per la Tesla model 3, atto a “ridurre tutto il riducibile in tema di onerosità”, ma soltanto forse un po’ troppo poco considerato sotto il profilo sociale.

O dobbiamo leggerla al contrario, cioè a dire che per quei servizi che necessitano al famoso Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato occorre spender di più per ottenere di più? Strana politica mercantile al contrario, volendo così magari dire anche che per anni lo stesso Istituto ha speso poco e tutelato se stesso ancor peggio? Sul punto non mi dilungo, caro Bastiancontrario, essendo, come sempre del resto, stato Tu attento, chiaro ed esaustivo nelle disamine delle politiche “di bilancio”: altro non voglio fare che condividere alla lettera.

Torniamo soltanto un attimo alla ridondanza di funzioni della comunque rispettata e rispettabile GdF, ci mancherebbe altro. Consentimi di essere uno abituato a pensar male, azzeccandoci ogni tanto, e, benignamente, passami una sola ulteriore malignità: sarà mica il caso in questione, un caso di “aiuti di Stato”?!
Aspettando la Tua prossima “battuta”, un cordialissimo saluto dal Tuo “unico lettore”.