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24 dicembre 2021


ConFederSicurezza: difesa della persona fisica e IVA agevolata per la sicurezza privata

Il settore che offre servizi di sicurezza privata in Italia, dalla vigilanza privata al trasporto di valori fino ai servizi “fiduciari” di security, è a tutt’oggi ancorato ad un pesante vincolo normativo: quello della protezione dei soli beni mobili e immobili.
Avete capito bene: la guardia giurata può (deve) proteggere il Rolex che sta al polso del VIP, ma non può (non deve) proteggere lo stesso VIP, perché la difesa della persona – che sia VIP o Signora
Maria – le è preclusa per legge.
Un paradosso tutto italiano che impedisce alle nostre imprese – a pieno vantaggio delle consorelle europee e internazionali, manco a dirlo – di operare servizi di bodyguarding, o peggio di proteggere le imprese italiane all’estero o gli stessi compound militari in terra straniera. Risultato: la guardia del corpo che in TV si vede affiancare la star del cinema è assunta come “bortaborse” o con altre fantasiose perifrasi, mentre una ENEL, che per legge è obbligata a proteggere i propri dipendenti che lavorano in paesi esteri, è costretta ad affidarsi a “contractor” stranieri, stipendiati da imprese straniere che pagano le tasse in paesi stranieri. E, colmo dei colmi, le imprese italiane di sicurezza non possono neppure proteggere i compound militari italiani situati all’estero, che oggi sono difesi da russi, inglesi o americani – con buona pace dei nostri segreti di Stato.
Tale paradosso è stato superato di fatto dalle attività concesse agli operatori di sicurezza privata, a più riprese, dallo stesso legislatore italiano: dalla possibilità di operare servizi di risposta alla pirateria marittima impiegando a bordo di navi civili team di guardie giurate specializzate, agli stessi servizi di sicurezza “sussidiaria” (in mezzi di trasporto, aeroporti, porti, metropolitane), che per loro natura si allargano anche alla protezione della comunità.
E c’è un altro aspetto, legato alla valorizzazione del ruolo e della stessa identità del settore: chi fornisce servizi di sicurezza privata offre un bene che non possiamo che definire primario perché presenta ricadute di rilievo sulla tenuta del tessuto sociale e sul sentiment di sicurezza che pervade la collettività. Il “bene sicurezza” non è quindi inferiore, anche sul piano di possibili agevolazioni IVA agevolata, al “bene cultura”: perché dunque non trattarlo come bene primario anche sul piano fiscale, sul modello della sanità o della scuola privata, che offrono servizi primari sotto l’egida di standard definiti dal pubblico?
Su questi temi, di respiro ampio anche sul fronte europeo, ConFederSicurezza e servizi - l’unico contenitore che rappresenta la sicurezza privata italiana all’interno di un organismo europeo, il CoESS - intende cambiare le prospettive del comparto italiano aprendo nuove opportunità di business ed agendo, ad esempio sul tema fiscale, da vero apripista.

 

Perché dunque non abbattere un totem normativo, tanto anacronistico quanto dannoso per le imprese italiane, scippate di business decisamente floridi? Sull’impiego delle guardie giurate all’estero, in attività accessorie a quelle svolte dai militari, pendono diverse proposte di legge, ma la calendarizzazione si è persa nei meandri delle mille emergenze degli ultimi anni.

 

L’85% dei paesi UE può proteggere la persona fisica

L’85% dei paesi UE è già autorizzato a svolgere funzioni di protezione della persona fisica, e con fatturati stellari: dover attendere l’ennesima bacchettata europea perché l’Italia si allinei ai colleghi UE suonerebbe come un triste déja vu della riforma del settore datata 2008, nata su impulso europeo e peraltro non ancora completata. Meglio arrivarci prima da soli, più che farci calare dall’alto – chissà come - una riforma – dichiara Anna Maria Domenici, Segretario Generale di ConFederSicurezza. “E se non ora quando, mentre ancora godiamo dell’onda lunga di visibilità e fiducia che il Covid ha portato alle figure del nostro settore?”

IVA agevolata: booster per la ripresa

Il tema dell’IVA agevolata è di particolare interesse nel trasporto valori, duramente segnato da una crisi del contante accentuata dalla convinzione – peraltro non suffragata da evidenze scientifiche – che la moneta sia un moltiplicatore del contagio da Covid. Un’agevolazione dell’IVA sarebbe infatti particolarmente appetibile per le banche, principale utente del segmento del trasporto di valori. In un settore affetto da nanismo originario, ma che negli ultimi 24 mesi si è caratterizzato per acquisizioni e fusioni che hanno ridotto gli stakeholders al 50%, il divide et impera operato dai grandi clienti del resto non funziona più. E l’IVA agevolata potrebbe essere un buon booster per la ripresa.

Un settore in corso di professionalizzazione?

Precondizione per allargare il perimetro operativo del settore e accedere al mercato della difesa della persona è però saper rendere servizi di qualità: la vigilanza privata deve insomma essere
un interlocutore credibile per acquisire potere negoziale verso il decisore politico.
Peccato - ricorda Luigi Gabriele, Presidente di ConFederSicurezza – che le linee guida sulla formazione del personale debbano ancora arrivare, assieme ad un Decreto Formazione atteso sin dall’inizio del processo di riforma del settore, partito nel sideralmente lontano 2008. Naturalmente da allora il settore ha registrato altre importanti riforme per qualificare il settore – dalla definizione
di regole stringenti per le imprese di vigilanza privata e le sue figure apicali, ad un processo di certificazione obbligatoria. Il tassello relativo alle regole sulla formazione dei lavoratori è però essenziale per una messa a terra definitiva della riforma. “In tal senso, se la vigilanza privata deve – giustamente – essere un interlocutore credibile, tale dovrebbe essere però anche l’interlocutore
pubblico, superando l‘ipocrisia di considerare le forze private come un corpo accessorio al sistema di produzione della sicurezza nel paese, ed espletando efficacemente la propria funzione di controllo, non sempre capillare e che ad oggi non vede completato il processo di certificazione delle imprese” - conclude Gabriele.