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01 ottobre 2026


Sicurezza nei presidi sanitari: allarme rosso

Negli ultimi mesi si è registrato un incremento degli episodi di violenza all’interno delle strutture sanitarie. In soli dieci giorni si sono contate cinque aggressioni a guardie giurate in diverse città italiane, con danni alle persone e alle strutture. Il fenomeno è parte di una tendenza più ampia: nel 2025 le aggressioni ai professionisti sanitari – inclusi gli operatori della vigilanza – hanno raggiunto quota 18.000.

In questo contesto, la Conferenza Stato-Regioni ha approvato il decreto del Ministero della Salute che introduce nuove misure per la sicurezza dei medicinali stupefacenti, imponendo sistemi di allarme collegati a centrali di vigilanza privata nelle aree che custodiscono cassaforti e armadi blindati. Una disposizione che riconosce formalmente il ruolo della vigilanza privata nei presidi sanitari e si affianca al decreto 137/2024, che – anche grazie alla pressione di UNIV – ha esteso alle guardie giurate la stessa aggravante prevista per le aggressioni al personale sanitario.

“Piccoli passi avanti – dichiara la presidente UNIV, Anna Maria Domenici – ma decisamente non sufficienti. Per garantire sicurezza a chi la assicura ogni giorno, occorre potenziare gli organici, autorizzare nuove dotazioni, introdurre la figura del Security Manager nelle principali strutture sanitarie ed impiegare esclusivamente guardie giurate, come previsto dal DM 269/2010”.

UNIV richiama inoltre l’attenzione sulla necessità di adeguare le committenze ai nuovi costi del lavoro, superare l’impiego improprio di personale non autorizzato e rafforzare la collaborazione con le Forze dell’Ordine. La sicurezza nelle strutture sanitarie – conclude Domenici – non è solo un tema di ordine pubblico, ma un investimento nella qualità del servizio e nella fiducia dei cittadini verso il sistema sanitario nazionale.